25 Aprile 2026. Dalla Resistenza 1943-’45 a oggi: Partigiani Sempre!
A 81 anni dalla Liberazione, conquistata a costo della vita di decine di migliaia di partigiani e partigiane, con grandi sacrifici della classe operaia, contadina e dell’intera popolazione, dobbiamo continuare a organizzarci e scendere in piazza per costruire una società superiore: il socialismo. Oggi siamo partigiani per diritti, lavoro, sanità, scuola, servizi sociali. Lottiamo contro il capitalismo che genera poteri più reazionari e fascistoidi - come il governo Meloni - e forme apertamente nazifasciste, come sionismo e imperialismo, in Palestina, Cisgiordania, Libano, nell'aggressione all'Iran e ovunque prevalga l’oppressione dei popoli.
Il capitalismo è barbarie, ingiustizia e produce guerra e fascismo: è nel suo DNA. Il nostro antifascismo è lotta all’autoritarismo e alla restrizione delle libertà della democrazia borghese. In continuità con leggi antioperaie, come Jobs Act e la più recente antisciopero, il governo Meloni esprime la sua matrice reazionaria: pacchetti sicurezza e disegni di legge sempre mirati a reprimere il dissenso e a tutelare interessi padronali, come il DdL che equipara antisionismo e antisemitismo. Sulla base di ciò, a L’Aquila è stato condannato un militante della Resistenza palestinese; a Genova arrestati 9 palestinesi per aver raccolto fondi per Gaza; a Milano 17 attivisti pro-Palestina hanno ricevuto misure cautelari per aver usato aste di bandiera durante uno sciopero; a Roma la polizia ha fermato 91 anarchici durante una commemorazione non autorizzata.
Questo governo è funzionale alla guerra: reprimere all’interno e appoggiare la guerra all’esterno; investire sempre più nel riarmo e nelle spese militari. Un domani la sinistra borghese potrà attribuirgli le responsabilità della guerra e di queste leggi, senza averle contrastate. L’alternativa è la lotta antifascista, militante, di classe e popolare, che non può prescindere dalla lotta contro la guerra imperialista e i governi al servizio del capitale, che ruba risorse dallo stato sociale e dalle tasche dei lavoratori.
Una Resistenza consapevole che il
nemico lo abbiamo in casa. Organizzarsi e mobilitarsi per lavoro, salario,
salute e ambiente salubre; contro precarietà, carovita, privatizzazioni dei
servizi, militarizzazione della società e della scuola; contro la repressione
padronale e di Stato, contro la guerra imperialista. Storicamente, gli Usa sono
stati conquistatori venuti in Europa per i propri interessi, imponendoci basi
militari, Nato e Piano Marshall che abbiamo ripagato per 50 anni. La Nato,
fondata il 4 aprile 1949, come strumento della politica Usa e occidentale, è stata
utilizzata dall’imperialismo per sconfiggere processi rivoluzionari nell’Europa
del dopoguerra, frenare l’Urss e i suoi alleati, inglobando vertici nazisti.
Oggi la Nato - i cui costi di appartenenza crescono a discapito dei servizi,
tra cui la sanità - continua a espandersi nel mondo per fomentare guerre,
rapinare risorse e ricattare i paesi che non si sottomettono ai suoi profitti e
al suo potere. Nel confronto geopolitico con il blocco orientale rappresentato
da Russia e Cina, Usa e Ue vogliono: - ostacolare l’imperialismo russo
prendendosi al contempo le terre rare dell’Ucraina; - appoggiare l’entità
sionista di Israele, di cui l’Italia è il terzo fornitore di armi, per
controllare le risorse energetiche e commerciali del Medio Oriente, attraverso
il genocidio del popolo palestinese e la sconfitta dell’asse della resistenza
che dall’Iran arriva in Libano.
Con guerre, dazi e regime change, l’imperialismo Usa trascina l’intero occidente, suo alleato, per ostacolare gli imperialismi russo e cinese, dal Venezuela all’Iran, ovunque vadano difesi gli interessi predatori del capitalismo. Capitalisti, finanziarie e multinazionali, sono disposti a tutto per mantenere profitti e superprofitti e la guerra è la buona occasione. Il Brics, accordo economico e commerciale che promuove il multilateralismo, non rappresenta un’alternativa al sistema capitalista: è un altro polo imperialista, fondato su principi di concorrenza che producono e provocano guerre.Tra blocchi interimperialisti, le vittime sono i popoli, perché nel multilateralismo nonc’è spazio per la lotta di classe e per le classi lavoratrici. Per il proletariato non c’è salvezza in questa logica. La salvezza sta nella Resistenza, una strategia di classe e una politica di tutela per gli interessi del proletariato; sta nella ricostruzione di un Partito comunista, capace di fronteggiare le sfide attuali, e nell’internazionale comunista.
L’obiettivo è costruire un movimento di classe, un fronte unico della classe lavoratrice, un Partito d’avanguardia per cambiare radicalmente la società.
Estratto da un intervento scritto del compagno Riccardo Antonini
Aprile 2026